Innovazione, sviluppo e sostenibilità: il nostro approccio alla Blockchain

4 dicembre 2018   /   Chiara Patitucci   /   Comunicazioni Consulenza&Risorse, In evidenza   /  

Della sostenibilità facciamo spesso la nostra bandiera: parliamo di sostenibilità finanziaria, sostenibilità dei progetti di ricerca e sviluppo e, ultimamente, anche di sostenibilità dell’innovazione.

Per noi sostenibilità è un concetto ampio, che include tutte le fasi della consulenza che offriamo alle aziende e che vuole abbracciare tutti i settori: dalla finanza all’organizzazione, dalle risorse umane alla produzione.

Lo scorso 26 e 27 novembre si è tenuto il primo appuntamento di Professional Blockchain, un workshop di una giornata pensato per imprenditori e professionisti del mondo dell’innovazione. Abbiamo coinvolto una task force di nostri professionisti che hanno scandagliato il tema da più punti di vista, restituendo alla fine una visione complessa e approfondita che si fonda proprio sul tema della sostenibilità. Hanno partecipato circa 70 persone tra Roma e Pescara: ricercatori universitari e consulenti, direttori IT e manager, imprenditori e professionisti di industry molto diverse tra loro come la produzione manifatturiera e la consulenza legale, il digital marketing e l’IT.

La giornata è iniziata con il professor Antonio Teti, docente di IT Governance e Big Data all’Università G. D’annunzio di Chieti-Pescara, che ha introdotto il tema della sicurezza mostrando, con esempi concreti e a volte paradossali, come la sicurezza non sia solo una questione di tecnologie ma essenzialmente di diffusione della “cultura” della protezione dei dati: è fondamentale comprendere che la garanzia dell’integrità e della inviolabilità delle informazioni possedute non può prescindere da un percorso costante di formazione delle risorse umane sul piano della sicurezza cibernetica. Prendere coscienza di ciò è fondamentale soprattutto quando si parla di Blockchain, dove il valore della catena di dati e della relazione tra loro è centrale.

La Dott.ssa Simona Romiti, esperta di fondi europei, ha presentato un quadro positivo e stimolante dell’Europa: 9,2 miliardi di euro sono in arrivo a sostegno del mercato digital europeo, 52 miliardi di euro sono gli investimento mobilitati a favore dell’industria digitale europea all’interno dei quali si inseriscono i progetti di Blockchain, che saranno finanziabili grazie a uno schema di finanziamento interno alla BEI dedicato alle PMI. L’Unione vuole assumere un ruolo strategico di leadership in questa tecnologia, armonizzando il quadro giuridico di riferimento per Smart Contracts, ICO e BlockCerts, costruendo una Infrastruttura istituzionale e tecnologia che superi la proliferazione di applicazioni e protocolli non dialoganti o non scalabili. Con questo obiettivo sono nati l’Osservatorio e il Forum europeo sulla Blockchain, la partnership Europea sulla Blockchain e progetti come Blockchain4EU.

Ma come ricorda l’avvocato Paolo Nardella, legal advisor per Blockchain e smart contracts e presidente dell’Associazione Italiana Professionisti Blockchain, in fondo la blockchain non è altro che un data base: l’aspetto rivoluzionario cioè non risiede tanto nell’innovazione tecnologica in sé, quanto piuttosto nel quadro applicativo che questa abilita. Ecco perché è tanto importante regolamentare la tecnologia blockchain a livello normativo, per far sì che possa esprimere al massimo tutte le sue potenzialità. “La prima cosa da fare quando si vuole intraprendere un progetto di blockchain è consultare un avvocato, per capire in quale quadro normativo si inquadra quel che vogliamo fare” ci dice.

“Quello della Blockchain è un mondo in continua evoluzione: dietro c’è sviluppo tecnologico, innovazione, creatività. Non ci sono regole prestabilite e ci sono infinite possibilità di sviluppo ancora da sondare”. Mirko Falleri, advisor e strategist per ICO e Blockchain, di ICO ne ha sviluppate molte, in 3 continenti e su progetti molto diversi tra loro. E se in generale suggerisce di usare blockchain già esistenti anziché crearne di nuove (“quale il valore aggiunto, bisogna chiedersi”), dal suo excursus sulle varie tipologie di ICO emerge che fondamentali sono la parte legale, di marketing e il team deputato a implementare il progetto, ma anche che non c’è limite allo sviluppo e che, come è stato per il protocollo TCP/IP, anche sulla Blockchain nasceranno servizi e piattaforme che trasformeranno il nostro modo di fare business e di relazionarci nel mondo digitale.

E su tutto il tema della sostenibilità, come racconta il nostro Luigi Jovacchini, intesa come sostenibilità dal punto di vista finanziario, ma anche organizzativo e di processo: un approccio che porta a sviluppare progetti solo dopo un’attenta analisi dell’esistente, che porta a mixare formazione, innovazione e tecnologia per creare una filiera dell’innovazione che dall’interno dell’azienda porti alla creazione di un prodotto o servizio innovativo da testare sul mercato.

Per discuterne insieme abbiamo creato due community: una su Linkedin e una su Facebook.

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