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I MICRO INFLUENCER PER IL MARKETING DELLA PMI

1 Luglio 2016   /   Chiara Patitucci   /   Notizie   /   , , ,

Non servono cachet milionari, l’ambasciatore è della “porta accanto”.

È uno dei più recenti trend del marketing mondiale quello legato a cosiddetti influencer, coloro i quali riescono ad avere una qualsivoglia “influenza”, appunto, sulla volontà di acquisto dei consumatori.

Fino a qualche decennio fa potevamo assimilarlo, come significato, al vecchio passaparola detta all’italiana, che più recentemente con l’avvento del marketing moderno è stato ribattezzato word of mouth. Adesso l’influencer si serve del passaparola come mezzo per l’amplificazione del messaggio, che resta comunque resta fondamentale per questa tecnica di marketing sia nel caso il vostro business sia un B2B che un B2C.

Con l’esplosione del fenomeno social questo tipo di figura sta assumendo un ruolo sempre più preponderante nelle scelte di marketing. I brand più importanti si sfidano a colpi di cachet milionari pur di accaparrarsi le blogger più mediaticamente influenti, gli youtuber più acclamati ma anche giornalisti o professionisti di un determinato settore.

Spesso, viste le alte barriere di ingresso monetarie poste dalla concorrenza delle grandi multinazionali, l’influencer marketing diventa un’attività difficilmente perseguibile da una PMI. A correre in aiuto delle piccole realtà arriva l’ultimo dei trend in questo settore: quello dei micro influencer.

Secondo Forbes questo fenomeno ha effetti sul ritorno degli investimenti maggiori rispetto al “tradizionale” influencer marketing. Facile capirne il perché: il messaggio proveniente da una celebrità perde di credibilità perché quasi certamente percepito come frutto di un accordo di sponsorizzazione, spesso, a parecchi zeri. Il messaggio, al contrario, di un micro influencer risulterebbe più autentico e quasi sicuramente più targetizzato per il tuo tipo di clientela, inoltre la percentuale di coinvolgimento del pubblico da parte di un grosso influencer con oltre 1 milione di seguaci (dei quali solo circa l’1,7% reagisce ad un post) risulta più bassa di quella di un micro influencer (2,4% circa).

Non è tutto così semplice in ogni caso: c’è bisogno di una scelta strategica degli ambasciatori del mio prodotto che può essere suddivisa in queste fasi principali:

  • identificarli all’interno del settore in cui operiamo e classificarli in ordine di importanza;
  • far conoscere il nostro brand agli influencer;
  • far conoscere il nostro brand al mercato grazie agli influencer.

Inoltre, il micro influencer sarà facile da coinvolgere ed ad un costo accettabile; una volta che questo diventerà un ambasciatore sarà una fonte inesauribile di “traffico” al tuo brand.

L’influencer marketing è un ottimo strumento per l’amplificazione dei messaggi e nasce come contrasto alla tendenza dell’utente di ignorare il marketing stesso, fin già troppo utilizzato e alla sua seconda fase di riabilitazione, quella digitale!

(http://www.mondopmi.com/crescita-pmi/micro-influencer-marketing-della-pmi_18488/)