Competence center al via

11 gennaio 2018   /   Chiara Patitucci   /   In evidenza, industria 4.0, Innovazione, Notizie   /   , ,

Con otto mesi di ritardo, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto congiunto Mise-Mef che dà il via ai centri di alta specializzazione previsti dal piano Industria 4.0. 

Si tratta, come si legge nel decreto, di poli di innovazione “costituiti, secondo il modello di partenariato pubblico-privato, da almeno un organismo di ricerca e da una o più imprese. Il numero dei partner pubblici non può superare la misura del 50% dei partner complessivi”.

 Due sono ancora gli step: la scelta delle imprese partner da parte delle università e il bando di gara vero e proprio del ministero dello Sviluppo che individuerà i poli “pubblico-privato”. Proprio il bando metterà a disposizione ulteriori 10 milioni di euro che si vanno ad aggiungere ai 20 milioni stanziati nel 2017 ma non utilizzati e ai 10 della manovrina di maggio scorso. Complessivamente sono disponibili 40 milioni.

I competence center dovranno essere costituiti con un contratto che oltre ai partner dovrà specificare l’attività e gli obiettivi strategici; l’entità e i tempi dei conferimenti; il divieto di ripartizione degli utili; la previsione di un organo comune che agirà in rappresentanza delle imprese partner su alcune procedure, ad esempio per accedere a garanzie sul credito o a strumenti per l’internazionalizzazione.

Ai competence center selezionati saranno assegnati fondi pubblici  per un massimo teorico di 7,5 milioni di finanziamento per singolo polo.

Tre le funzioni che dovranno espletare:

  • orientamento alle imprese, in particolare Pmi;
  • formazione alle imprese;
  • attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Il  decreto identifica anche le caratteristiche dei progetti di ricerca applicata presentati dalle imprese che potranno accedere ai benefici finanziari. Progetti che dovranno dimostrare un livello di maturità tecnologica medio alto (da 5 a 8) secondo la scala “Trl” (Technology Readiness Level) utilizzata anche per i progetti che partecipano ai bandi Ue Horizon 2020.

Per ulteriori chiarimenti non esitate a contattare il nostro team.

 

Fonte: Corcom

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