Intelligenza artificiale, Italia avanti adagio: trainano banche e assicurazioni

12 febbraio 2018   /   Chiara Patitucci   /   industria 4.0, Innovazione, Mercati, Notizie   /   , , ,

L’intelligenza artificiale pur suscitando la curiosità delle imprese italiane non ha ancora preso piede in maniera pervasiva.  Aumentano, però, le imprese che iniziano a studiarne – e in alcuni casi a sperimentarne – le possibili applicazioni sul business, con in prima linea il settore bancario.

I dati emergono dalla ricerca realizzata dall’osservatorio Artificial intelligence della School of management del Politecnico di Milano.

Lo studio ha preso in considerazione 721 imprese e 469 casi di utilizzo di Artificial Intelligence, riferibili a 337 imprese internazionali ed italiane. Ne emerge che in Italia il 56% del campione ha già avviato progetti di Artificial Intelligence (ma in Francia e Germania la percentuale sale al 70%) con progetti orientati nel 35% dei casi sull’Intelligent Data Processing e nel 25% dei casi su tecnologie di Virtual Assistant/Chatbot. Altra caratteristica del mercato italiano è che le aziende sono meno propense alla sperimentazione, e prediligono settori “maturi”.

“L’Artificial Intelligence potenzialmente non conosce confini applicativi e inciderà progressivamente sul tessuto economico e sociale di ogni paese – sottolineano Nicola GattiGiovanni Miragliotta e Alessandro Piva, direttori dell’Osservatorio Artificial Intelligence – La velocità di diffusione nei diversi ambiti non sarà omogenea, ma dipenderà da fattori tecnologici e di conoscenza.”

“Dalla ricerca emerge come un qualsiasi progetto di Artificial Intelligence nelle fasi iniziali necessiti di un grande investimento da parte dell’impresa, non solo in termini economici – aggiungono GattiMiragliotta e Piva – al momento, le soluzioni pronte all’uso sono limitate e per raggiungere un livello di prestazioni simile o superiore a quello umano spesso richiedono lavoro sia in fase preparatoria, per le infrastrutture, il patrimonio informativo, le competenze e la cultura, che in corso d’opera, per l’apprendimento della macchina e il miglioramento.”

Oltre all’Intelligent data processing e alle chatbot, l’intelligenza artificiale è utilizzata nelle soluzioni di Recommendation (10%), Image Processing (8%), Autonomous Vehicle (7%) e Intelligent Object (7%). Meno diffuse le soluzioni di Language Processing (4%), e Autonomous Robot (4%). Se si analizzano gli ambiti con un maggior numero di progetti a regime in testa c’è la Recommendation (raccomandazioni personalizzate per indirizzare le decisioni del cliente in diversi momenti del percorso d’acquisto basandosi su informazioni fornite dagli utenti stessi) con il 62%, il Language Processing (50%), l’Intelligent data processing (42%), i Virtual Assistant/Chatbot (40%).

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Fonte: Corcom

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