A proposito di fondi europei e open innovation

3 maggio 2018   /   Daniele Mattioli   /   In evidenza, industria 4.0, Innovazione, Notizie, Strumenti Finanziari   /   , ,

Da quando nel 2003 Henry Chesbrough ha pubblicato il suo libro “Open Innovation: The New Imperative for Creating and Profiting from Technology”, sempre più aziende, società di consulenza e formatori hanno presentato l’Open Innovation come la soluzione per tutti i problemi degli innovatori. Electrolux, Nestlè, Cisco, ENEL sono solo alcune delle imprese che hanno dichiarato di far leva sull’Open Innovation per massimizzare le proprie performance innovative.

Come accade in tutti i casi di adozione rapida e massiccia di un nuovo approccio manageriale, il termine Open Innovation viene utilizzato, oggi, nei contesti più diversi e con i significati più differenti: dalla collaborazione con le università, alle competition legate al mondo delle startup, alle partnership con i fornitori.

Un’azienda veramente “open” però è un’azienda in grado di usare in maniera deliberata all’interno del proprio business model, e del proprio processo di innovazione (non solo del singolo progetto), flussi interni ed esterni di conoscenza per accelerare lo sviluppo di innovazioni e per espandere i mercati per lo sfruttamento di tali innovazioni. Quindi collaborare con qualcuno su un progetto specifico non è sufficiente per dire di fare Open Innovation.

Per raggiungere tali risultati è necessario adottare un approccio strutturato all’Open Innovation sviluppando una strategia che selezioni le aree e gli ambiti dove essere “open” e quelli dove invece è più opportuno mantenere il presidio delle competenze e del know-how.

Tale strategia deve essere sostenibile a livello finanziario, e allora entrano in gioco i fondi europei, che rappresentano un’opportunità concreta per le aziende per ottenere finanziamenti a fondo perduto, a tasso zero e senza anticipo di spesa.

I fondi europei per le imprese sono destinati a soddisfare due tipi di bisogni: da una parte colmare il gap di sviluppo territoriale con incentivi per la crescita occupazionale e lo sviluppo economico (PO Sistema Italia); dall’altra supportare la competitività dell’industria e della ricerca europea per le esigenze del mercato globalizzato (HORIZON 2020).

Tutte le imprese possono usufruire delle opportunità offerte dall’Europa, ma è necessario capire a quale linea di finanziamento indirizzare il proprio progetto, valutando il livello di maturità tecnologica o l’originalità del modello di business come fattori fondamentali per il successo.

È fondamentale infatti saper distinguere tra finanziamenti per la ricerca e quelli per l’innovazione, comprendere le differenze tra i finanziamenti gestiti dalle regioni e quelli gestiti direttamente dalla Commissione Europea, oltre che conoscere lo scenario complessivo per individuare anticipatamente il bando che meglio risponde all’obiettivo imprenditoriale.

Tutti coloro che sono interessati al tema, sono invitati a prender parte all’evento gratuito che organizziamo l’11 maggio a Milano. La partecipazione è gratuita fino a un massimo di 30 posti.

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