Il fondo nazionale per l’efficienza energetica

15 maggio 2018   /   Chiara Patitucci   /   Finanza, In evidenza   /  

Scopri come ottenere finanziamenti e agevolazioni per il risparmio energetico della tua impresa.

Il tema dell’efficientamento energetico del sistema industriale e delle imprese italiane non è solo una priorità per la necessità di affrontare le sfide di contrasto al cambiamento climatico dovuto alle emissioni climalteranti da parte del sistema economico nazionale, ma anche e soprattutto per consentire al sistema imprenditoriale di aumentare il livello di resilienza rispetto agli scenari energetici globali (aumenti repentini del costo del gas naturale a seguito di crisi internazionali, cambio del medio mix europeo della produzione di energia elettrica a seguito della riduzione della produzione da nucleare) riducendo anche i costi dovuti all’acquisto dei vettori energetici necessari ai processi di produzione, di distribuzione e vendita, e di fornitura di servizi.Il 17 gennaio il Parlamento Europeo ha approvato i nuovi obiettivi vincolanti a livello UE per un miglioramento dell’efficienza energetica, una quota minima pari almeno al 35% da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia ed una quota del 12% di energia da fonti rinnovabili nei trasporti entro il 2030. Tali obiettivi saranno ribaltati sugli stati membri fissando idonee misura nazionali.

Occorre quindi un cambio di passo nelle imprese italiane, andando oltre gli schemi consolidati di soddisfazione dei limiti normativi (a titolo di esempio l’obbligo di diagnosi energetica ad oggi in vigore solo per le cosiddette aziende energivore), e predisponendo assieme ai piani di sviluppo aziendale, un piano per l’efficientamento e la riduzione dei consumi delle attività; i due piani vanno integrati tra loro definendo, anche in ragione di nuovi investimenti, criteri di selezione che vedano anche la valutazione dei costi di gestione e le modalità di utilizzo dei vettori energetici disponibili.

In attuazione di quanto previsto dal decreto legislativo del 4 luglio 2014, dopo un periodo di gestazione decisamente lungo, ha visto la luce il FONDO NAZIONALE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA (FNEE); è stato finalmente attuato con il decreto interministeriale 22 dicembre 2017 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 6 marzo.

Uno strumento finanziario importante per sostenere i piani di sviluppo delle imprese innovative ed attente ad un miglioramento delle performance ambientali ed energetiche.

Secondo il MISE “il Fondo Nazionale per l’efficienza energetica favorisce gli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari, nazionali e comunitari, e investitori privati sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi”.

Per l’avvio della fase operativa, il Fondo potrà contare su 150 milioni di euro già resi disponibili dal Ministero dello Sviluppo economico, che destinerà anche ulteriori 100 milioni di euro nel triennio 2018-2020.

Le agevolazioni possono essere concesse alle imprese di tutti i settori, in forma singola o in forma aggregata o associata purché rispettino i seguenti criteri alla data di presentazione della domanda:

  • essere regolarmente costituite da almeno due anni ed iscritte nel registro delle imprese ed alla data di richiesta della prima erogazione dell’agevolazione la disponibilità di almeno una sede sul territorio italiano;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • provvedere a tenere una contabilità separata dell’operazione attraverso l’apertura di un conto corrente dedicato o, nel caso in cui la contabilità relativa a tale operazione sia ricompresa nel sistema contabile in uso, a distinguere tutti i dati e i documenti contabili dell’operazione in maniera chiara e verificabile in qualsiasi momento;
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi previdenziali, contributivi e fiscali;
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel regolamento GBER;
  • qualora siano stati destinatari di provvedimenti di revoca parziale o totale di agevolazioni concesse dal Ministero, abbiano provveduto alla restituzione di quanto dovuto;
  • nel caso in cui l’impresa sia una ESCO, aver ottenuto la certificazione secondo la norma UNI CEI 11352.

Ma quali interventi sono possibili?

Per le imprese sono ammissibili i seguenti interventi di efficientamento;

  • interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dei processi e dei servizi, ivi inclusi gli edifici in cui viene esercitata l’attività economica;
  • interventi di installazione o potenziamento di reti o impianti per il teleriscaldamento e per il teleraffrescamento efficienti

Nel caso il soggetto richiedente sia una ESCO dotata di certificazione ai sensi della UNI CEI 11352 gli interventi ammissibili sono;

  • di miglioramento dell’efficienza energetica dei servizi e/o delle infrastrutture pubbliche, compresa l’illuminazione pubblica;
  • di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici destinati ad uso residenziale, con particolare riguardo all’edilizia popolare;
  • di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici di proprietà della Pubblica amministrazione

 

LE MODALITA’ OPERATIVE

Il meccanismo sarà operativo, a breve, entro 60 giorni dall’entrata in vigore con la pubblicazione delle regole applicative per la presentazione delle domande che sarà gestita da INVITALIA per conto del MISE. Il fondo sarà a sportello e le domande saranno valutate in ordine cronologico fino all’esaurimento dei fondi previsti.

Il fondo prevede due modalità di concessione delle agevolazioni che, nei limiti della copertura dei costi ammissibili possono anche essere cumulati dalle imprese

  • garanzia, cui è destinato il 30% delle risorse che annualmente confluiscono nel Fondo, su singole operazioni di finanziamento fino all’80% dell’ammontare delle operazioni finanziarie per capitale ed interessi, entro i limiti previsti dalla vigente normativa comunitaria e comunque fino ad un importo garantito compreso tra un minimo di euro 150.000,00 e un massimo di 2,5 milioni di euro
  • finanziamento agevolato per gli investimenti, di importo non superiore al 70% dei costi agevolabili, a un tasso fisso pari a 0,25% e della durata massima di dieci anni, oltre a un periodo di utilizzo e preammortamento commisurato alla durata dello specifico progetto facente parte del programma di sviluppo e, comunque, non superiore a tre anni.

Per gli interventi di efficientamento richiamati saranno ammissibili le seguenti spese:

  • consulenze connesse al progetto di investimento con riferimento in particolare alle spese per progettazioni ingegneristiche relative alle strutture dei fabbricati e degli impianti, direzione lavori, collaudi di legge, progettazione implementazione di sistemi di gestione energetica, studi di fattibilità nonché la predisposizione dell’attestato di prestazione energetica degli edifici e della diagnosi energetica degli edifici pubblici, nella misura massima complessiva del 10 per cento del totale dei costi ammissibili;
  • le apparecchiature, gli impianti nonché macchinari e attrezzature varie (inclusi i sistemi di telegestione, telecontrollo e monitoraggio per la raccolta dei dati riguardanti i risparmi conseguiti) comprensivi delle forniture di materiali e dei componenti previsti per la realizzazione dell’intervento;
  • interventi sull’involucro edilizio (opaco e trasparente) comprensivi di opere murarie e assimilate, ivi inclusi i costi per gli interventi di mitigazione del rischio sismico, qualora riguardanti elementi edilizi interessati dagli interventi di efficientamento energetico;
  • infrastrutture specifiche (comprese le opere civili, i supporti, le linee di adduzione dell’acqua, dell’energia elettrica – comprensivo dell’allacciamento alla rete – del gas e/o del combustibile biomassa necessari per il funzionamento dell’impianto, nonché i sistemi di misura dei vari parametri di funzionamento dell’impianto)

 

Quale strategia?

Per aderire ad uno strumento come il FONDO NAZIONALE occorre fissare un percorso che veda tre tappe prodromiche alla presentazione della candidatura;

  • una approfondita diagnosi energetica dei processi aziendali e delle modalità di utilizzo dei vettori energetici;
  • la predisposizione di almeno uno studio di fattibilità tecnica per la definizione della soluzione tecnologica da implementare per la riduzione dei consumi energetici anche con l’ausilio di misure e verifiche sul campo;
  • l’elaborazione di un piano economico e finanziario che consenta la valutazione della sostenibilità dell’intervento.

 

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