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Strategie di innovazione per aziende: quali sono le basi per il successo

10 Marzo 2019   /   Chiara Patitucci   /   In evidenza, Innovazione, Tecnologia   /  

Le imprese e più in generale i mercati in cui operano sono soggetti a continue spinte innovatrici di varia entità.

È pertanto fondamentale per le imprese riuscire a distinguere le innovazioni che apportano valore da quelle fallimentari e per farlo devo adottare opportune strategie di innovazione.

Se sei interessato a capire come implementare al meglio una strategia di innovazione per la tua azienda prosegui nella lettura di questo articolo.

Nello specifico:

  • Partiremo con l’analizzare il concetto di open innovation, in quanto è l’attuale modalità di fare innovazione
  • Proseguiremo con il fornirti una guida su come implementare una strategia di innovazione che ti permetta di concentrarti solo sulle innovazioni che generano profitti
  • Concluderemo con un capitolo su una delle più importanti tecnologie innovatrici di questi ultimi anni, la blockchain.

 

Definizione di open innovation

Prima di definire quali sono le migliori strategie di innovazioni per le aziende è necessario fare una premessa sul concetto di open innovation e sui vari tipi di innovazione.

L’open innovation è definita come la capacità di ottenere informazioni da fonti esterne all’azienda. In pratica il successo delle strategie di innovazione non deriva più solamente dall’utilizzo delle risorse interne (dati e conoscenze), ma anche dalla collaborazione con i differenti stakeholder. Ciò genera uno scambio continuo di flussi di informazioni in entrata ed in uscita.

Infografica-Processo-InnovazioneNell’open innovation gli stakeholder interni ed esterni all’azienda collaborano per sviluppare insieme nuove conoscenze e soluzioni; un esempio di open innovation è una joint venture fra una grande impresa ed una start up per la realizzazione di uno specifico progetto.

Per poter adottare questo modello e per gestire al meglio i flussi di informazione, la tua azienda si deve dotare di un sistema dinamico di gestione della proprietà individuale

Strumenti e risorse per fare innovazione:

  • Agenzie di innovazione
  • Innovation champion
  • Hub o spazi di co-working
  • Istituzioni
  • Network
  • Piattaforme
  • Azioni dei concorrenti

 

Tipologie di strategie di innovazione

Le strategie di innovazione, aperte o chiuse che siano, sono di 4 tipi: proattive, attive, reattive e passive. Di seguito le analizziamo nel dettaglio.

 

Proattive

Le strategie proattive sono solitamente adottate da aziende fortemente orientate alla ricerca, che hanno i vantaggi del first mover e sono leader di mercato.

Per i loro processi di innovazione utilizzano una vasta gamma di fonti e sono pronte a sostenere rischi elevati. La Dupont e la Apple sono esempi di aziende che adottano una strategia di innovazione proattiva.
Nella strategia proattiva vengono solitamente utilizzate due tipologie di innovazioni tecnologiche: radicale e incrementale.

Le innovazioni radicali sono quelle che cambiano la natura dei prodotti e dei servizi.
Quelle incrementali, invece, sono modifiche continue che riguardano le tecnologie e/o i processi, allo scopo di migliorare le prestazioni di prodotti e servizi.

 

Attive

Nelle strategie attive le aziende si occupano da un lato di difendere le tecnologie esistenti e la propria posizione nel mercato di riferimento, dall’altro di essere pronte a recepire le innovazioni che si stanno affermando sul mercato.

Le aziende attive non introducono, di solito, ma sono fra le prime a cavalcare l’onda della novità. Queste imprese hanno un’attitudine al rischio medio-bassa e combinano l’innovazione incrementale con la ricerca e sviluppo interna. Esempi di imprese di questo tipo sono la Dell e la Microsoft.

 

Reattive

Le imprese che utilizzano le strategie reattive vengono chiamate followers. Sono concentrate sugli aspetti operativi, adottano un approccio attendista ed intraprendono progetti solo a basso rischio.

Le aziende reattive introducono e riproducono le innovazioni solo quando si sono affermate. Un esempio è la Ryanair che ha riprodotto il modello della Southwest Airlines, abbassando i costi, quindi anche i prezzi.

 

Passive

Le aziende che adottano strategie di innovazione passive aspettano che siano i loro clienti a fare richiesta esplicita di cambiamenti per i loro prodotti o servizi.

 

 

Gestire il processo di innovazione aziendale

Fino ad ora abbiamo fatto un’introduzione teorica sul significato di innovazione aperta e sulle macrotipologie di strategie aziendali.

Come avviene nel concreto il processo di innovazione aziendale? Qual è il modo migliore per trovare le idee che creano valore e generano profitti?

Similmente ad ogni processo aziendale anche quello di innovazione richiede una strategia ed un metodo di impostazione per poter essere correttamente implementato ed evitare sprechi di tempo e di denaro.

Nel corso di questo articolo ti illustreremo un metodo in otto step, proposto da SkipsoLabs, che ti faciliterà nell’individuazione del tuo innovation funnel.

innovation funnelL’open innovation funnel è il processo che ti permette di scremare e di affinare le tue idee di innovazione per raggiungere gli obiettivi aziendali e generare l’innovazione, che può consistere in un nuovo prodotto, una tecnologia, un nuovo servizio o anche un’innovazione di processo.

Gli step o fasi che andremo ad analizzare sono:

  • Creazione della strategia di innovazione
  • Definizione del portafoglio progetti
  • Fase di ricerca
  • Ideazione e Insight
  • Targetizzazione
  • Sviluppo dell’innovazione
  • Sviluppo del mercato
  • Processo continuo

 

1. Creazione della strategia di innovazione

Questa prima fase serve per implementare la strategia di partenza, ovvero dovresti definire gli obiettivi e i requisiti iniziali, che ti permettono di identificare il tipo di innovazione che vuoi fare (prodotto, processo, tecnologia ecc.), il bacino di utenti e il mercato di riferimento.

Per capire se gli obiettivi inizialmente settati hanno senso e possono indirizzarti verso progetti che creano valore dovresti farti alcune domande sia di carattere qualitativo che quantitativo.

Più in generale dovresti definire delle metriche qualitative e quantitative specifiche per ogni fase del processo di innovazione per poter tracciare l’efficacia delle operazioni che compi, senza soluzione di continuità.

Da un punto di vista qualitativo esempi di domande che potresti porti in questa fase sono:

  • La mia strategia si sta focalizzando su aspetti che necessitano davvero di innovazione?
  • Le innovazioni che voglio implementare sono in linea con i trend di mercato o sono ormai obsolete? O ancora se sono ancora acerbe, non è forse troppo presto per implementarle?

Per quanto riguarda le metriche quantitative:

  • Il tempo necessario per sviluppare l’idea, dalla formulazione della stessa alla creazione del prodotto/servizio finale
  • Una stima il più possibile veritiera del costo dell’investimento
  • Una stima in termini di crescita che ti aspetti da questo investimento

 

2. Definizione del portafoglio progetti

Una volta che hai definito la strategia di innovazione e gli obiettivi iniziali dovresti concentrarti su individuare una serie di progetti che ti consentano di raggiungere gli scopi prefissati.

In base al principio di diversificazione dovresti creare un portafoglio:

  • Contenente idee con diversi profili di rischio
  • Il più possibile bilanciato fra i progetti di tipo incrementale e quelli innovativi
  • Cercare di capire se ha un vantaggio competitivo e se i progetti sono in linea con le aspettative e le tendenze del mercato

Il risultato complessivo del portafoglio non è immediato, ma verrà misurato nel corso del processo di innovazione.

Come avrai capito, queste prime due fasi ti servono a delineare il contesto e lo spazio in cui muoverti e per poter procedere con gli step successivi.

 

3. Fase di ricerca

La fase di ricerca consiste nel trovare quei bisogni espliciti e taciti, che non sono completamente soddisfatti dall’offerta presente sul mercato di riferimento allo scopo di identificare nuove opportunità di business.

La ricerca dovrebbe coprire 3 aspetti principali: nuove tecnologie, utenti (desideri, bisogni, motivazioni, credenze, atteggiamenti, attitudini, paure) e l’evoluzione del mercato.

Dal momento che non è possibile recuperare tutte queste informazioni solo tramite le conoscenze interne all’azienda, è qui che entra in gioco l’open innovation.

Esistono infatti diverse risorse e strumenti che permettono alla tua azienda e agli stakeholder coinvolti di reperire e interpretare le informazioni.

Di seguito te ne indicheremo qualcuno.

  • Le agenzie di innovazione sono soggetti privati che svolgono diverse funzioni: contribuiscono alla creazione di nuove imprese, favoriscono la collaborazione fra i vari stakeholder ed educano i dirigenti aziendali. Così facendo rafforzano il triangolo della conoscenza (istruzione, ricerca e innovazione) e creano valore economico e sociale.
  • Gli hubs o spazi di coworking creati appositamente per favorire la collaborazione, l’apprendimento e lo scambio di idee.
  • Le istituzioni come università, centri di ricerca, agenzie di innovazione pubbliche, fondi e incubatori di innovazioni, sono risorse molto importanti per la creazione e standardizzazione di innovazioni avendo la possibilità di collegarle alle imprese sociali e alle leggi.
  • I sistemi aziendali (ERP, CRM) sono fonti interne molto importanti per ricavare informazioni sui tuoi clienti.
  • Le persone intese come i dipendenti dell’azienda, i clienti e potenziali da intervistare ed altri stakeholder interni ed esterni, sono fonti di informazioni spesso trascurate, ma fondamentali. Le interviste ai clienti e prospect sono utili ad esempio per ricevere feedback e per cogliere i loro bisogni/desideri inespressi.
    Dai dipendenti e dagli altri stakeholder si possono ricavare invece informazioni sulle fonti di rischio interno ed esterno, proiezioni di mercato ed informazioni sui clienti e sulle loro attitudini che non potresti ricavare da fonti pubbliche.

Esempi di metriche qualitative in questa fase sono:

  • Io e il mio team abbiamo raccolto informazioni sufficienti per cogliere appieno i bisogni inespressi dei nostri clienti e potenziali?
  • Siamo a conoscenza delle nuove tecnologie e ne comprendiamo le potenzialità?
  • Il nostro target di utenti è compatibile con le innovazioni che vogliamo implementare?

Esempi di metriche quantitative:

  • Dividere i clienti in gruppi per individuare il target che ti interessa
  • Tempo e soldi spesi per la ricerca delle informazioni

 

4. Ideazione e Insight

Le informazioni raccolte nella fase di ricerca su utenti, tecnologia e mercato vengono analizzate e interpretate nella fase di ideazione.

È a questo punto che il tuo team di innovazione inizia a scremare le idee presenti nel portafoglio, eliminando quelle che non rispondono alle esigenze del mercato o che ormai sono obsolete.

Dopo l’analisi i progetti diventano concrete possibilità tecnologiche, conoscenza profonda del cliente del mercato, concrete possibilità di creare valore per l’azienda.

Metriche qualitative e quantitative dello step di ideazione e insight sono:

  • Stiamo favorendo il libero scambio di idee? Si potrebbe ad esempio creare una piattaforma condivisa in cui i dipendenti possono scrivere le proprie idee in merito ai temi proposti
  • Numero di stakeholder interni ed esterni
  • Numero di idee e progetti proposti in totale e poi suddivisi fra quelli proposti da interni e quelli provenienti da stakeholder esterni

 

5. Targhetizzazione

A questo punto dell’innovation funnel dovrebbe esserti chiara la destinazione dei vari progetti in base alle tipologie di innovazione che vuoi implementare: tecnologie, prodotti/servizi e processi aziendali.

Il portafoglio viene qui diviso e i progetti assegnati alle diverse tipologie di innovazione.

 

6. Sviluppo dell’innovazione

La fase di sviluppo dell’innovazione è quella in cui trasformi le idee in prodotti finiti.

In questo stadio del processo di innovazione viene creato un prototipo che viene testato internamente ed esternamente, dove riceve i feedback dei clienti.
Dopo una serie di test e di feedback il prototipo viene trasformato nel prodotto finito.
Una volta che l’innovazione è stata creata è pronta per essere commercializzata sul mercato.

Metriche qualitative e quantitative:

  • Stiamo coinvolgendo le persone giuste per lo sviluppo e test del prototipo?
  • Numero di prototipi creati prima di poter arrivare al prodotto finale
  • Tempo medio per arrivare a questa fase
  • Percentuale di idee fallite contro quelle finanziate ed arrivate a questo stadio

 

7. Sviluppo del mercato

Mentre stai sviluppando il prodotto dovresti anche preparare il mercato a riceverlo.

In sintesi, dovresti promuovere il prodotto nei giusti canali e con gli strumenti più opportuni, venderlo e aver preventivamente pensato a come consegnarlo ai clienti finali.

Processo-Innovazione-AziendePer ultimo, ma non meno importante, avere un servizio di assistenza clienti formato sul prodotto innovativo.

La fase di sviluppo del mercato è quella parte della strategia di innovazione che è totalmente incentrata sul cliente finale.

Per capitalizzare i tuoi risultati non è sufficiente creare un ottimo prodotto, ma è altresì importante saperlo proporre ai tuoi clienti ed essere pronti a fornire assistenza quando ne hanno bisogno.

Metriche qualitative e quantitative:

  • Stiamo implementando iniziative efficaci per aumentare il nostro bacino di clienti?
  • Stiamo soddisfando le richieste e le esigenze dei nostri attuali clienti?
  • Misurazione del ROI
  • Tasso di crescita della customer base

 

8. Processo continuo

Il processo di innovazione non è statico, una volta che hai migliorato un prodotto/servizio o ne hai creato un altro, il processo non si interrompe.
Devi sempre tenere monitorati gli aspetti tecnologici, i clienti e le esigenze del mercato in generale.

Restare indietro significherebbe perdere quote di mercato anche significative, nonché rendere vani gli sforzi fatti fino ad ora.

 

Blockchain e innovazione: in che modo la blockchain sta cambiando il volto dell’innovazione?

Una tecnologia e strategia di innovazione che sta suscitando sempre maggiore interesse è la blockchain.

Che cos’è la blockchain, come possiamo definirla?

La tecnologia blockchain può essere definita come un registro pubblico distribuito su tutti i computer (nodi) che utilizzano la medesima blockchain. Ciò implica che il controllo dei dati e delle informazioni presenti all’interno non è più affidato ad computer centrale, ma è distribuito su tutta la rete.

Blockchain-innovazione-aziendaleIn altre parole, ogni nodo dello stesso network blockchain possiede lo stesso registro con le stesse informazioni di tutti gli altri computer.

Non essendoci più un controllo centrale, ma distribuito e decentralizzato, con la blockchain si sorpassa il bisogno di fiducia in un ente, un intermediario, che si faccia da garante della protezione dei dati e delle informazioni in essa contenute.

Da questa prima definizione possiamo ricavare due dei 3 concetti principali che supportano il funzionamento della blockchain: decentralizzazione e disintermediazione. Il terzo supporto è la crittografia.

La decentralizzazione e il sistema crittografico garantiscono la protezione dei dati. In che modo?

Da un lato il sistema decentralizzato rende, per una rete blockchain di medio-grandi dimensioni, praticamente impossibile l’attacco da parte di hacker, in quanto dovrebbero trovare ed attaccare simultaneamente tutti i nodi (computer della rete).

Dall’altro lato la crittografia assegna ad ogni informazione inserita un proprio ed unico codice alfanumerico che la identifichi.

Se vuoi approfondire gli aspetti tecnologici della blockchain e più in generale avere una panoramica completa delle sue possibili applicazioni aziendali puoi leggere la guida che trovi qui sotto.

In questo articolo invece parleremo dell’influenza della blockchain sulle strategie di innovazione ed in particolare ci focalizzeremo su due aspetti:

  • Sulla capacità delle blockchain di influenzare e modificare gli attuali modelli di business, si parla in questo caso di innovazione di modello
  • Sugli aspetti organizzativi che le aziende dovrebbero considerare prima di adottare la tecnologia blockchain, quindi innovazioni strutturali

 

In che modo la Blockchain può innovare gli attuali modelli di business?

In che modo la blockchain può influenzare i modelli di business come li conosciamo?

Uno studio del 2017 intitolato “How can Blockchain Technology Disrupt the Existing Business Models”?, si occupa di questo tema e afferma che la blockchain ha la capacità di modificare i modelli di business, applicati a diversi settori industriali, sostanzialmente in tre modi:

  • Autenticando le merci scambiate
  • Tramite la disintermediazione
  • Aumentando l’efficienza operativa

 

Blockchain e autenticazione delle merci scambiate

Il concetto di bene o merce scambiata viene inteso nel suo senso più ampio, ovvero rientra in questa definizione qualsiasi bene o servizio tangibile o intangibile oggetto di una transazione commerciale.

In quali casi l’autenticazione può essere fondamentale?

Per chiarirci facciamo un esempio e consideriamo i medicinali, il cibo e beni di lusso.

La tecnologia blockchain è in grado di integrarsi con altre tecnologie come ad esempio i chip crittografati, creando un sistema di smart tagging in cui ad ogni bene è assegnato un codice alfanumerico che si trova non solo sulla merce, similmente al codice a barre, ma è registrato e convalidato all’interno della rete blockchain.

Grazie allo smart tagging diventerebbe intuitiva e verificabile la provenienza dei cibi e dei medicinali ed evitando possibilità di frodi. Stesso principio per i beni di lusso, dove la provenienza è fondamentale per verificare che non ci siano sfruttamenti delle risorse umane e del suolo (vedi ad esempio i diamanti).

Grazie all’esempio fatto possiamo intuire che c’è spazio di margine per la blockchain di modificare delle modalità di fare business quando:

  • L’autenticità delle merci non può essere immediatamente convalidata, perché come nel caso dei beni di lusso proviene da vari scambi effettuati in paese diversi
  • Il consumo coinvolge elementi percettivi profondi come la sicurezza di sapere la provenienza di un alimento

In entrambi i casi la necessità dell’autenticazione è forte e la blockchain può garantirla, quindi introdursi in modelli di business apparentemente consolidati.

 

Blockchain e disintermediazione

Se da un lato la presenza di intermediari garantisce l’effettivo avvenimento di una transazione, ne sono un esempio le clearing house per quanto concerne il factoring, dall’altro causa lungaggini burocratiche.

Ci sono inoltre realtà in cui non ci sono intermediari accreditati, che quindi generano maggiori preoccupazioni negli utenti.
Un esempio sono i sistemi di crowdfunding, in cui la questione della fiducia è legata sia al sistema di raccolta dei fondi, sia al fatto che in alcuni casi i piccoli investitori che finanziano i progetti possano entrare di diritto nella società finanziata e di fatto gestirla (equity crowdfunding).

In questi sistemi le transazioni sono piccole (spesso di poche centinaia di euro) e se si introducessero degli intermediari ci sarebbero dei costi troppo alti che farebbero probabilmente fallire il sistema stesso.

Come abbiamo visto la blockchain permette di creare e registrare transazioni direttamente fra le parti, senza alcun bisogno di intermediari. Sarebbe pertanto la soluzione ottimale non solo per il crowdfunding, ma per ogni realtà complessa in cui le esigenze dei clienti sono molteplici e contestualmente le transazioni sono di piccole-medie dimensioni.

 

Aumentando l’efficienza operativa

La tecnologia blockchain può innovare i modelli di business aumentando l’efficienza operativa, nello specifico: rendendo le transazioni più veloci e diminuendo i costi operativi.

Un esempio è il modello di business del settore immobiliare che coinvolge nel processo di negoziazione una moltitudine di intermediari: notai, banche, assicurazioni e agenzie delle entrate.

Ogni intermediario si affida ai propri registri e sistemi di verifica, da un lato per la stessa transazione (la compravendita di un immobile) coesistono database diversi contenenti informazioni diverse, dall’altro lungaggini burocratiche dovute alla consultazione ed approvazione da parte di numerosi intermediari.

La blockchain potrebbe ovviare a questi problemi in quanto permetterebbe di registrare la transazione, con tutte le sue componenti, su un’unica piattaforma regolando i singoli contratti con l’utilizzo di smart contract.

Gli smart contract sono contratti fra le parti basati su algoritmi matematici, per un ulteriore approfondimento ti rimandiamo alla nostra guida sulla blockchain.

 

Implementare la blockchain nella tua azienda: innovazioni organizzative

Un aspetto non sempre considerato con l’affermarsi di una nuova tecnologia è quello organizzativo.

Di fatto, quando un’innovazione prende piede le imprese, per non perdere quote di mercato, dovrebbero implementarla all’interno dei propri processi aziendali il che comporta sempre cambiamenti organizzativi.

A tal proposito va detto che la tecnologia blockchain è ancora agli stadi iniziali del suo sviluppo, ma sta riscontrando sempre più interesse non solo nelle aziende, ma anche le istituzioni.

Di fatto sia il legislatore americano che quello europeo hanno introdotto direttive riguardanti il riconoscimento dei registri elettronici distribuiti e degli smart contract.

Per questo motivo ed in via preventiva è importante iniziare a considerare gli effetti che la blockchain potrebbe avere sull’organizzazione della tua impresa nel momento in cui tu decidessi di implementarla (o il mercato te lo imponga).

Lo studio “Organizational Adoption of Digital Innovation: the case of Blockchain technology” affronta proprio questo tema.

La ricerca è stata condotta su un campione di 11 aziende facenti parte di 11 sottosettori del comparto finanziario internazionale. Gli autori del paper hanno fatto interviste dirette e analizzato i dati dei report delle imprese, allo scopo di ridurre eventuali pregiudizi degli intervistati. È stato scelto il settore finanziario in quanto è quello con il maggior numero di applicazioni blockchain.

Dallo studio risulta che per implementare la blockchain dobbiamo considerare 5 aspetti:

  • Tecnologia
  • Organizzazione
  • Persone
  • Project Management
  • Ambiente circostante

 

Tecnologia

Per quanto riguarda la tecnologia gli intervistati ritengono che la blockchain possa rappresentare un vantaggio competitivo in termini di velocità, sicurezza e qualità delle transazioni. Nonché un aumento generale dell’efficienza, in termini di riduzione dei costi delle transazioni, per via della disintermediazione.

Come abbiamo già anticipato uno degli aspetti innovatori della blockchain è il fatto che permette la contrattazione diretta tra le parti. Il che vuol dire che i contraenti devono allinearsi in merito allo scambio delle informazioni e al formato dei dati.

Dal punto di vista tecnologico, quindi, implementare una strategia di innovazione che includa una blockchain richiede dei meccanismi di standardizzazione, che al momento scarseggiano.

 

Organizzazione

Dal punto di vista organizzativo le imprese analizzate sono partite con il creare un nucleo separato adibito alla ricerca di idee su come innovare l’impresa attraverso l’utilizzo della blockchain.

Gli intervistati affermano che questo è solo il punto d’inizio in quanto per facilitare il flusso di idee e l’implementazione a livello organizzativo, è importante che ci sia integrazione con il resto del comparto aziendale.

Il secondo passo è quello di creare team cross-reparto, con membri dalle competenze diverse, per avere una visione completa sulla blockchain sotto diversi aspetti: risorse umane, legale, tecnologico e così via.

 

Persone

Se la tua impresa vuole introdurre la blockchain ha bisogno di persone competenti per farlo. La ricerca di personale competente può essere rivolta verso l’esterno.

Molti degli intervistati stanno, infatti, promuovendo partnership con le università alla ricerca di giovani sviluppatori con competenze in materia di blockchain. E affermano che in futuro ci sarà sempre più bisogno di sviluppatori che abbiano anche competenze in materia di business.

Processo-Innovazione-AziendaleAllo scopo di favorire lo scambio di idee e la cooperazione, in una logica di strategia di innovazione aperta, le aziende stanno formando dei consorzi.

Esempi di consorzi blockchain sono:

  • Quorum, formato per sviluppare un’applicazione che garantisca la privacy delle transazioni e degli smart contract
  • Hyperledger è una piattaforma open source creata per promuovere l’avanzamento della tecnologia blockchain fra i vari settori industriali

La ricerca di personale può anche essere rivolta verso l’interno, le aziende stanno infatti notando che ci sono diversi elementi con competenze trasversali, utili anche per la blockchain.

 

Project Management

Da un lato le aziende devono adottare un approccio inclusivo di tipo bottom-up, ovvero integrare i vari dipartimenti per favorire lo scambio e l’introduzione di nuove idee in merito alla blockchain.

Dall’altro devono contestualmente adottare anche un approccio top-down in quanto ci vuole qualcuno che coordini le operazioni di integrazione e ricavi le migliori idee di innovazione.
Questo qualcuno è il project manager.

 

Ambiente esterno

Quando abbiamo parlato di creare una strategia di innovazione, abbiamo detto che per creare profitti è necessario capire non solo le esigenze dei clienti, ma anche le aspettative di mercato, ovvero dell’ambiente esterno all’organizzazione aziendale.

Per quanto riguarda l’ambiente esterno i principali fattori da considerare sono:

  • L’evenienza che vengano messi in atto meccanismi di standardizzazione della blockchain
  • L’essere costantemente aggiornati sull’introduzione di nuovi casi di successo per capirne le determinanti
  • L’internazionalizzazione, in quanto gli sviluppi in materia di blockchain non stanno avvenendo solo in Europa e negli USA, ma anche in Asia

 

Considerazioni finali: strategie di innovazione aperta in Italia

Per quanto riguarda l’utilizzo di strategie di innovazione aperta in Italia ci vengono forniti alcuni dati dall’Osservatorio del Politecnico di Milano.

Il Politecnico ha condotto un’indagine su un campione di 250 manager italiani, nello specifico Chief Innovation Officer e Chief Information Officer e ha trovato che:

  • Negli ultimi 3 anni c’è stato un trend di crescita negli investimenti di innovazione aperta, soprattutto collaborazioni con start up. Si prevede inoltre una crescita degli investimenti digitali del 2,6% per il 2019.
  • I principali investimenti digitali vengono fatti in Big Data e Business Intelligence (38%), in ERP (31%) e in e-Commerce e Mobile (20%), mentre la Blockchain è intorno al 2%.
  • La gestione dell’innovazione digitale rappresenta ancora una sfida per le imprese italiane e i maggiori ostacoli si riscontrano proprio a livello organizzativo. Per il 55% degli intervistati i problemi sono da ricercarsi nella mancanza di strutture, ruoli e meccanismi di coordinamento fra le diverse direzioni.

Nel complesso il nostro paese è un po’ più indietro rispetto alle altre nazioni occidentali. Questo perché la nostra economia è trainata dalle piccole-medie imprese che fanno più fatica ad adottare le innovazioni, sia per vincoli di denaro che di svecchiamento culturale.

Come avrai però capito, l’interesse per le nuove tecnologie sta aumentando, dimostrato dal trend di crescita degli investimenti. Lo stadio di sviluppo è ancora iniziale, ed è questo il momento migliore per cominciare a vagliare quali sono le innovazioni più adatte per far crescere la tua impresa.

 

 

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