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Credito d’imposta per ricerca e sviluppo 2019: come si può ottenere

20 Maggio 2019   /   Chiara Patitucci   /   Finanza, In evidenza, Strumenti Finanziari   /  

La Legge di Bilancio 2019 ha modificato il Credito d’Imposta in più punti, che andremo ad analizzare nel corso di questo articolo.
Chi può ottenere il Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo 2019?

Il Credito d’Imposta per la Ricerca e lo Sviluppo 2019 viene conferito a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività e processi innovativi dal 2015 fino al 31 dicembre 2020

Chi può ottenere il Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo 2019

Il Credito d’Imposta per la Ricerca e lo Sviluppo 2019 viene conferito a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività e processi innovativi dal 2015 fino al 31 dicembre 2020.

Rientrano tra i beneficiari anche le aziende che risiedono negli Stati della Comunità Europea, negli Stati che hanno aderito all’accordo sullo Spazio economico europeo o nei Paesi White list, ma che hanno loro filiali in Italia.

Per ottenere il credito d’Imposta per Ricerca e Sviluppo, le aziende non devono partecipare ad un bando, né recarsi presso alcun sportello dell’ufficio competente, ma si attiva in maniera automatica in fase di redazione di bilancio.

Il credito d’imposta dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi successiva all’anno di sostenimento dei costi e sarà, altresì, utilizzabile in compensazione, con modello F24, sempre nell’anno fiscale successivo a quello di riferimento dei costi R&D.

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In che cosa consiste il Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo

Una prima modifica apportata con la Legge di Bilancio 2019 riguarda l’importo del Credito d’Imposta che passa dal 50% al 25% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 10 milioni di euro. Prima della modifica l’ammontare massimo era 20 milioni, fatta eccezione per gli anni 2015-2016 che rimane fisso ad un massimo di 5 milioni di euro.

Per beneficiare del Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo 2019 devono essere rispettate alcune condizioni:

  • Per prima cosa dovresti calcolare la media dei costi, per gli investimenti in R&S, sostenuti nei 3 anni precedenti al 31 dicembre 2015 con quelli inerenti al periodo d’imposta per cui richiedi il credito. Se la tua azienda è stata creata dopo il 2012, il conteggio viene fatto dall’anno di costituzione in poi.
  • La spese annuali calcolate devono poi superare la soglia di 30 mila euro.
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Come si ottiene il Bonus Ricerca e Sviluppo?

Come abbiamo anticipato il Credito d’Imposta per Ricerca e Sviluppo si ottiene tramite un processo automatico. È sufficiente indicare l’importo del credito d’imposta spettante nel modello F24, con il codice tributo 6857.

Il Credito d’Imposta verrà recepito l’anno successivo all’investimento. Come precisazione è bene sottolineare il fatto che il bonus non rientra tra i redditi imponibili e non è pertanto sottoposto alle tassazioni Irpef, Irap e Ires. È inoltre cumulabile con altri bonus, fermo restando che l’insieme delle agevolazioni non può essere superiore alle spese sostenute.

Il modulo F24 deve essere accompagnato da una serie di documenti specifici:

  • Un documento che descrive l’attività di ricerca e sviluppo intrapresa scomposta nelle varie fasi e nei singoli processi;
  • Una lista delle spese sostenute per i dipendenti che fanno parte del progetto (si devono indicare le ore spese ogni giorno e ricomprendervi i fogli presenze);
    oltre al personale devi indicare gli strumenti e le attrezzature utilizzati;
  • I contratti di ricerca o le fatture parlanti riferite al progetto devono essere inclusi all’interno della documentazione da fornire;
  • Tutti i punti appena elencati dovrebbero poi essere riassunti in un documento di riepilogo.

Attività e costi ricompresi nel Credito D’Imposta Ricerca e Sviluppo 2019

Fino ad ora abbiamo parlato delle modalità di calcolo del bonus, dei soggetti che possono richiederlo e del processo di richiesta, in questo paragrafo definiremo l’oggetto, ovvero le attività e i costi che ne fanno parte.

Le attività che il legislatore considera come ricerca e sviluppo sono le seguenti:

  • Attività di ricerca teoriche o sperimentali che possono essere classificate come progetti conoscitivi non direttamente collegate al marketing e alle vendite;
  • Attività intraprese allo scopo di migliorare e rendere più efficienti i processi aziendali. O anche progetti che promuovono nuovi prodotti, servizi e tecnologie. Non devono però essere operazioni di ordinaria manutenzione o di ordinario miglioramento, ma migliorie significative che contengano delle innovazioni, siano esse di processo o di prodotto;
  • I nuovi prodotti, processi o servizi possono essere implementati anche senza avere finalità commerciali.

Per quanto riguarda i costi invece segnaliamo i seguenti.

Costo del personale

Il costo del personale che riguarda i dipendenti, ma anche i collaboratori esterni che vengono direttamente impiegati nelle attività di R&S. Fanno parte delle spese anche TFR, il salario lordo ed i contributi versati.

Il bonus viene conferito, inoltre, per i costi sostenuti per gli straordinari dei dipendenti che partecipano alle attività di R&S e anche le eventuali spese per incremento dell’organico direttamente imputabili al progetto d’innovazione.

Sono invece esclusi i dipendenti che si occupano di contabilità, di amministrazione o che lavorano nell’area commerciale. Non vengono considerati, inoltre, coloro che svolgono solo funzioni di supporto al progetto. A differenza della normativa precedente, la Legge di Bilancio 2019 prevede che le spese per i dipendenti ricevano un bonus del 50%, mentre quelle per i collaboratori esterni il bonus è ridotto al 25%.

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Costi per stipulazione di accordi e contratti

Riguardano costi per la stipulazione di accordi e contratti, con università, enti di ricerca, organismi equiparati, startup e pmi innovative, sostenuti per portare avanti il progetto di R&S.

Il bonus per questi costi è del 50%.

In questo caso serve una precisazione: come altre imprese sono da intendersi aziende che non fanno parte dello stesso gruppo societario. In altre parole sono escluse dal Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo le imprese controllate direttamente o indirettamente e quelle che invece controllano l’impresa richiedente.

Se gli enti con cui si stipulano i contratti non rientrano tra quelli equiparati, quindi non riconosciuti dallo Stato, il Credito d’Imposta viene concesso per un massimo del 25%.

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Ammortamenti

Gli ammortamenti che riguardano le spese sostenute per strumenti e attrezzature devono riguardare beni che costano almeno 2000 euro. La quota del credito d’imposta non è più al 50%, ma è stata abbassata al 25%.

 

Competenze tecniche spese per progetti di R&D

Sono ammesse anche le competenze tecniche spese per il progetto di R&S. Sono competenze tecniche i costi sostenuti prima del 31 dicembre 2016 per dipendenti qualificati, ma non di alto profilo.

Sono ammessi anche i costi che l’azienda ha effettuato per ottenere conoscenze tramite contratti di ricerca che la giurisprudenza definisce extra muros. Si utilizzano conoscenze o più in generale informazioni tecniche, già conosciuti e presenti sul mercato con il fine di creare prodotti e servizi nuovi ed innovativi o quanto meno che apportino miglioramenti di una certa entità. Anche in questo caso la Legge di Bilancio 2019 ha abbassato l’aliquota al 25%.

 

Materie prime

Le materie prime impiegate per la ricerca e sviluppo sono ammesse e possono ricevere il Credito d’Imposta per Ricerca e Sviluppo. Oltre alle spese per le materie prime rientrano anche quelle effettuate per i prodotti utilizzati per garantire il normale e continuo svolgimento delle attività di laboratorio e per la creazione di prototipi e di impianti sperimentali. L’aliquota è del 25%.

 

Altri costi

La normativa presenta, infine, la voce altri costi, che si riferisce alle spese per la certificazione contabile sostenute negli anni in cui si richiede il Credito d’Imposta per Ricerca e Sviluppo. C’è però una condizione: tali spese sono ammesse fino ad un massimo di 5000 euro.

Considerazioni finali

Come avrai notato la Legge di Bilancio 2019 e il Decreto di Dignità sono intervenuti in più punti. Hanno dimezzato l’importo massimo ottenibile, che non è più 20 milioni, ma 10.

Fatta eccezione di alcune spese specifiche (contratti di ricerca con le università e con le PMI e start-up innovative e costo del personale, ma non dei collaboratori esterni) l’agevolazione fiscale è stata abbassata al 25%. Sono, infine, state introdotte le materie prime necessarie allo svolgimento delle attività di ricerca e di sviluppo.

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